Cremona Musica 2017: Ivry Gitlis e la forza del racconto

Dopo aver tenuto un diario di carattere tecnico come quello dal Busoni, dare lo spazio ad un diario dal carattere più narrativo e descrittivo non è semplice.

Ma qui siamo, a raccontare questo primo giorno di Cremona Musica 2017, negli ultimi momento di svacco in stanza, prima di rigettarsi nella mischia.

Le prime impressioni di Cremona Musica sono complesse: innanzitutto ti fanno male le orecchie. Immaginatevi tre padiglioni ampi, interamente riempiti di strumenti, gente e gente che suona gli strumenti. Contemporaneamente. Il premio lo vince comunque lo stand dedicato agli attrezzi di liuteria, con dimostrazione pratica di trapani su ciocchi di legno e timpani di passanti.

La seconda impressione è la sensazione di spaesamento. Cremona Musica è un po’ una Lucca Comics della musica classica ma senza i cosplayer (anche se i musicisti sono creature già sottratte al tempo di loro). Nonostante non sia sicuramente enorme come la fiera fumettistica lucchese, per un musicista è il paese dei balocchi: oltre agli strumenti si tengono appuntamenti costanti nei vari spazi, da concerti a lezioni, da workshop a presentazioni.


La terza impressione che arriva da Cremona Musica, infine, riguarda le persone. Intendo le persone che conosci in quest’occasione, di cui conosci le idee, i racconti e gli aneddoti, come Sandro Cappelletto e Leonard Bernstein, o le riflessioni sulla critica musicale con Gianluca Iavarone e Federico Capitoni o, per arrivare al titolo, il poter intervistare (anche se non è proprio il termine adatto) Ivry Gitlis. Non di una vera e propria intervista si è trattato, ma di una conversazione, che più che sulla musica, si è incentrata su tematiche interiori, come la solitudine, il rumore, i rapporti umani, anche traslati allo strumento, con il suo rifiuto di ogni etichetta e termine vuoto (“stile? cos’è lo stile? esiste?” o anche “approccio, io non ho bisogno di nessun approccio con il violino, non significa nulla”), questione che mi ha spiazzato, così abituato ad un diverso modo di vedere. Ma anche momenti buffi (“Alessandro, you look so much like a young man from the Romantic era” o anche “How old are you?” “24!” “Poor you!”) e occasioni di guardare negli occhi un uomo che nella vita ha visto tanto con uno sguardo veramente unico. L’intervista ad Ivry Gitlis uscirà fra qualche giorno su Amadeus online, e spero sinceramente di riuscire a rendere anche solo la metà di quanto ha comunicato.

Molti altri i momenti interessanti della giornata, come assistere alle masterclass dei docenti di Santa Cecilia completamente gratis, le riunioni della Media Lounge (di cui scriverò più avanti), le presentazioni di libri, festival, pianoforti che cambiano temperamento durante l’esecuzione…

Insomma, Cremona Musica è sempre un grande buffet, in cui venir trascinati per tre intensi giorni.